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Riflessioni del Ritiro itinerante giovani

di Andrea e Monica

ROMA, 2 - 4 novembre 2007
 

  “CHI SEI O SIGNORE?” – S. Paolo (Basilica di S. Paolo Fuori le Mura)
È un dono poter seguire il Signore come Paolo, l’Apostolo delle Genti. Gesù ha preceduto Paolo, si è messo in mezzo alla sua strada. Così fa anche con noi, ci precede.
Tante volte facciamo esperienza della potenza di Cristo nelle nostre debolezze; le dobbiamo riconoscere, accettare, vivere. Il limite allora non è più un impedimento, ma diventa la possibilità di far vivere dentro di noi il Signore!
Allora sia questa la domanda che sorge nei nostri cuori, quotidianamente nelle nostre preghiere: “Chi sei o Signore?”. Perché  davvero il Signore ci faccia scoprire un altro lato del suo volto che ancora non conosciamo!
 

“GESÙ CONFIDO IN TE!” – S. Faustina Kowalska (Chiesa di S. Spirito in Sassia)

 “Signore, sei il Cristo, ed io non posso che confidare in Te! Confidare nella tua Misericordia! Affidiamo allora noi stessi in primis, poi tutti i Sacerdoti, tutta la Chiesa e le nostre Comunità alla sua Divina Misericordia che scaturisce per noi dai raggi che raffigurano il sangue e l’acqua del costato di Cristo.

Non dobbiamo avere paura ad accostarci alla sua Misericordia con umiltà, umiltà di cuore. E allora, con questa umiltà, dobbiamo riconoscerci bisognosi, limitati e volere una continua conversione quotidiana. Ed noi cosa facciamo per la nostra vita? Come cambiamo la nostra vita?
 

 “CERTO SIGNORE, TU LO SAI CHE TI VOGLIO BENE” – S. Pietro (Basilica di S. Pietro)
  Pietro, il fondatore della nostra Chiesa, colui che era sempre con Gesù, colui che si è fidato di Gesù, anche quando non ne capiva il perché. Proprio Pietro, lo stesso Pietro che alla domanda di Gesù “Pietro, tu mi vuoi bene?” per ben tre volte risponde “Certo Signore, tu lo sai che ti voglio bene…” ma è lo stesso Pietro che per altre tre volte rinnegherà Gesù facendo finta di non conoscerlo. Anche Pietro è caduto... 

E noi, nonostante la nostra caduta, anche noi possiamo guardare a Gesù Misericordioso, alzarci e con fiducia dirgli “Certo Signore, lo sai che ti voglio bene”. E dall’altra parte, la risposta di Gesù  rivolta a tutti noi, ogni giorno: “Seguimi”.


DIO È AMORE, E NOI ABBIAMO CREDUTO ALL’AMORE” – S. Giovanni (Basilica di S. Giovanni in Laterano)

Giovanni era il discepolo prediletto di Gesù, colui che appoggiò la testa al petto di Gesù e ne ascoltò i battiti, ascoltò i battiti del suo cuore… Così anche noi, imitando l’esempio di Giovanni, impariamo ad ascoltare come batte il cuore di Gesù e ad imitarne la vita.
 

 “VENITE, ADORIAMO” (Basilica di S. Croce in Gerusalemme)
 
Imparare ad adorare il Signore, ad adorare prima di tutto il legno della sua Croce, pensando al Venerdì Santo, alla sua Passione. Questa è Adorazione! È quindi un momento di incontro con Gesù, è il momento in cui noi incontriamo una persona a cui vogliamo bene, la persona più importante della nostra vita.

Cominciamo allora a concepire l’adorazione come un momento essenziale per la nostra vita, dove il nostro desiderio diventa quello di condividere in tutto la vita di Gesù.È dunque la nostra chiamata alla Santità: adorare e imitare, andando al di là della superficie, per trovare Dio.

 

“SCELGO IL BENE QUANDO SENTO DENTRO DI ME LA PACE DEL CUORE” – S. Ignazio di Loyola e S. Luigi Gonzaga (Chiesa del Gesù)

  Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù (Gesuiti), fu il primo promotore degli Esercizi Spirituali. Ignazio invita a fare l’esame di coscienza tre volte al giorno, valutando sia i peccati, sia le emozioni.La calma e la pace interiore sono segno di Dio, mentre la divisione è opera del demonio. Le scelte più chiare sono quelle che ci danno la pace sempre, la vera pace del cuore, anche se non sempre queste scelte sono le più facili. Talvolta sono dolorose, ci costano fatica, ma se portano alla calma interiore, da questo sapremo riconoscere che stiamo facendo la volontà di Dio, che stiamo cioè acconsentendo a Dio di operare in noi, nella nostra vita, secondo il suo disegno. Ignazio insegna che l’esame di coscienza è un percorso da fare tutti i giorni; insegna anche    l’esame particolare: cioè mettere di fronte a Dio un nostro particolare difetto, cosicché possiamo lavorarci sopra.
 

“GESÙ DOLCE, GESÙ AMORE” – S. Caterina da Siena (Basilica di S. Maria sopra Minerva)
Caterina da Siena, una grande santa che ebbe un amore sconfinato per la Chiesa – “La forza della nostra vita è il Sangue di Cristo” – dobbiamo imparare ad invocare il Sangue di Cristo, il sangue che lava, lava le nostre vite. E questa è una preghiera sempre esaudita!
E così che Caterina ci insegna ad andare oltre: il male c’è, si vede, esiste, ma bisogna andare avanti perché la vera essenza della Chiesa è più importante!

Chiediamo allora la Grazia di avere lo stesso amore che aveva Caterina per la Chiesa, per la nostra Chiesa.
 

“LA CARITÀ TUTTO COPRE, TUTTO SOPPORTA” (Pensiero conclusivo)

Nel nome del Signore, si sta insieme, si sopporta, ci si conosce. Nel nome della Carità, cioè dell’Amore, non ci sono né vinti, né vincitori, ma si è tutti d’accordo!